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5 novembre 2016 6 05 /11 /novembre /2016 12:10
Ultima statuetta ritrovata a Catal Hoyuk

Ultima statuetta ritrovata a Catal Hoyuk

medesima statuetta di profilo

medesima statuetta di profilo

Una ben strana statuetta è emersa dagli scavi di Catal Hoyuk, essa si presenta infatti con una testa completamente diversa da quelle che finora il sito aveva restituito.

Questa statuetta ci ricorda infatti un Buddha o un lottatore di sumo: cosa c’entra con l’Anatolia? E cosa c’entra questa testa con quelle antecedentemente ritrovate?

Meraviglia anzitutto, in quest’ultima, il collo quasi inesistente mentre, nelle precedenti, vediamo l’esatto contrario: quelle antecedentemente ritrovate presentano infatti la testa innestata su un cilindro esageratamente lungo ed esteticamente poco gradevole.

CATAL HOYUK:UN CINESE IN ANATOLIA (TURCHIA) NEL 6.500 a.C.?
CATAL HOYUK:UN CINESE IN ANATOLIA (TURCHIA) NEL 6.500 a.C.?
CATAL HOYUK:UN CINESE IN ANATOLIA (TURCHIA) NEL 6.500 a.C.?
CATAL HOYUK:UN CINESE IN ANATOLIA (TURCHIA) NEL 6.500 a.C.?
Testa dell'ultima statuetta ritrovata

Testa dell'ultima statuetta ritrovata

Stupisce poi il profilo del volto: mentre nelle precedenti si presenta arrotondato a completare la sfericità della testa ed il mento risulta quindi rientrante rispetto al naso, in quest’ultima vediamo invece l’esatto contrario: un profilo rettilineo che tende addirittura alla concavità invece che alla convessità ed un mento proteso verso l’esterno.

CATAL HOYUK:UN CINESE IN ANATOLIA (TURCHIA) NEL 6.500 a.C.?
CATAL HOYUK:UN CINESE IN ANATOLIA (TURCHIA) NEL 6.500 a.C.?
Profilo dell'ultima statuetta ritrovata

Profilo dell'ultima statuetta ritrovata

Ma non basta: mentre i nasi precedenti sono corti e protesi in avanti, questo, al contrario, è schiacciato e molto, molto più lungo. Vediamo poi che la distanza tra base del naso e mento si presenta, nella nuova statuetta, esageratamente breve mentre nelle altre questa distanza è molto, molto maggiore.

Non manca poi di stupirci la nuca, allungata esageratamente verso l’alto e terminante con una specie di protuberanza: essa non può non ricordarci (vista anche la conformazione fisica del personaggio) i capelli raccolti dietro la nuca dei lottatori di sumo, mentre nelle precedenti statuette la nuca appare sempre perfettamente arrotondata.

Lottatori di sumo
Lottatori di sumo
Lottatori di sumo

Lottatori di sumo

Le teste precedenti sono infatti conformate sfericamente mentre quest’ultima con la sfera non ha nulla a che fare.

Ulteriormente ci inquieta il naso, che nei precedenti reperti si presenta minuto e pressoché senza narici (esse sono inserite all’interno della forma triangolare del naso stesso) mentre nell’ultima statuina le narici si presentano estremamente dilatate verso l’esterno (la parte terminale del naso pare come un enorme bubbone) come accade nelle statue del Buddha.

Teste di statue del Buddha
Teste di statue del Buddha
Teste di statue del Buddha

Teste di statue del Buddha

Testa dell'ultima statuetta ritrovata

Testa dell'ultima statuetta ritrovata

Ma la cosa assolutamente incongruente è il doppio mento di questa figura: innanzitutto la sua esistenza (non rintracciabile in nessun’altra) nonché il fatto che è di una perfezione (vedi il profilo) che nulla ha a che fare, non solo con le precedenti statuine (in cui il collo, come abbiamo già evidenziato, è un semplice cilindro privo di modulazioni), ma con tutte le altre opere di questo tipo prodotte in questo periodo.

Questo doppio mento si ritrova invece nelle statue del Buddha.

Profilo di un Buddha e della statuetta appena ritrovata
Profilo di un Buddha e della statuetta appena ritrovata

Profilo di un Buddha e della statuetta appena ritrovata

L’esistenza e la perfezione di questo doppio mento ci fanno quindi sospettare una realizzazione molto recente di questa statuetta, se non addirittura contemporanea e che, per realizzarla, ci si sia rifatti a modelli orientali.

Riassume la dott.ssa Annamaria Denaro: “Le teste precedentemente ritrovate non si presentano in alcun modo caratterizzate (l’autore non ha fato che produrre una sfera di argilla a cui ha poi applicato il naso e segnato bocca e occhi) mentre quest’ultima testa appare fortemente caratterizzata e in modo talmente complesso da escludere ogni rapporto con quelle precedenti.”

Come possiamo concludere?

Prima di tutto ci chiediamo perché chi ha ritrovato questo reperto non abbia immediatamente posto l’accento sull’enorme differenza con quelli precedentemente ritrovati e sull’anomala presenza e perfezione del doppio mento.

Non ultimo ci domandiamo perché non siano state evidenziate anche le caratteristiche orientaleggianti che il reperto presenta.

A noi pare infatti che questo reperto si trovi in un posto in cui non dovrebbe assolutamente essere.

Ma rimane sempre un’alternativa: non potrebbe forse, un extraterrestre burlone con caratteristiche somatiche orientaleggianti, essersi divertito, in tempi lontani, a seppellire in quei luoghi una sculturina fatta a sua immagine e somiglianza che facesse la felicità di archeologi poco propensi all’analisi stilistica delle loro scoperte?

Attenti, sicuramente da lontane galassie l’omino ci osserva e sorride: facciamo in modo che il suo sorriso non si trasformi in una grassa risata.

A.Cottignoli 2016

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Published by Alberto Cottignoli
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Alberto Cottignoli

  • Alberto Cottignoli
  • Laureato in Filosofia (1978) e in Storia e Conservazione delle Opere d'Arte (2013) all' Università di Bologna.- Esperto di pittura vascolare attica - Esperto di numismatica. Pittore famoso in Oriente:3 personali nei musei di Taipei (Taiwan) 2 al Khia Nan Museum, 1 al Museo Nazionale di Storia
  • Laureato in Filosofia (1978) e in Storia e Conservazione delle Opere d'Arte (2013) all' Università di Bologna.- Esperto di pittura vascolare attica - Esperto di numismatica. Pittore famoso in Oriente:3 personali nei musei di Taipei (Taiwan) 2 al Khia Nan Museum, 1 al Museo Nazionale di Storia

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