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20 gennaio 2017 5 20 /01 /gennaio /2017 23:18

Nel 2007 l’”archeologo” Ehud Netzer afferma di aver scoperto la tomba di Erode, saccheggiata e distrutta oramai da secoli e ci mostra, in conferenza sul luogo, gli avanzi del sarcofago decorati da grandi rosette (fig. 1.?!?!)

FIG.1

FIG.1

 

Peccato che si tratti di un sarcofago stereotipato preconfezionato di tipologia assolutamente comune in quanto ne sono stati ritrovati molti identici.

Non solo, i sarcofagi ritrovati nella tomba risultano essere tre e assieme a questi sono state ritrovate anche delle urne cinerarie , cosa che contraddice l’identificazione in quanto abbiamo resoconti storici che affermano che il re fu sepolto da solo.

Gli altri due sarcofagi, non essendo nemmeno stati presi in considerazione dal Netzer, possiamo coerentemente pensare che siano di qualità ancora inferiore a quello pubblicizzato, cosa che di nuovo riconduce la tomba alla dimensione di semplice sepolcro al massimo di dignitari di corte

Scrivono poi gli archeologi Joseph Patrich e Benjamin Arubas della Hebrew University che la goffa struttura della tomba e le tre modeste bare sono troppo in contrasto con lo stile di vita di Erode riportato dalle cronache del tempo.

Ma la cosa ridicola è che tutti sembrano ignorare la cronaca di Giuseppe Flavio che così recita: La bara era di oro massiccio con pietre preziose e aveva una copertura di porpora ricamata in vari colori; su questa giaceva il corpo avvolto in una veste viola, con un diadema sul capo e una corona d’oro, lo scettro vicino alla mano destra.....”

Se pensiamo che sono state scoperte un’infinità di tombe di semplici patrizi romani sepolti in sarcofagi di marmo con meravigliose decorazioni ad alto e bassorilievo, può solo sembrare ridicolo, anche al di là della cronaca di Giuseppe Flavio, che proprio Erode il Grande sia stato sepolto in un dozzinale e stereotipato sarcofago di pietra simile a tanti altri, non solo, e che la sua tomba fosse stipata di altri contenitori di spoglie, sia di inumati che di incinerati, di dozzinale fattura .

La verità è che il Netzer scavò prima lungamente nel palazzo in cima all’Herodion, poi scavò anni alla base della collina artificiale ove aveva avuto luogo il funerale di Erode e, non avendo trovato nulla, per dare brillante conclusione alla sua carriera sfortunata, decise di scavare nella collina artificiale medesima, in una zona in cui sapeva benissimo che esistevano una quantità di tombe, come possiamo vedere in fig 2.

FIG. 2

FIG. 2

Non dovette che scegliere la meno peggio e spacciarla per quella di Erode.

Ma prendere per i fondelli un personaggio come Erode, notoriamente nervosetto, non fu una bella trovata, infatti al suo spirito non sembrò vero di sorprendere l’archeologo millantatore all’orlo dello scavo della sua falsa tomba (profondo diversi metri) per sferrargli un pedatone nel posteriore e farvelo precipitare dentro.

Forse lo spirito di Erode non aveva intenzione di essere proprio così cattivo, ma fatto sta che il caro Netzer non sopravvisse all’incidente.

A lui un meritato epitaffio sulla lapide della sua tomba vera:

Archeologo falso deceduto in tomba falsa”.

P.S. Colgo l'occasione per toccare l'argomento dei ritrovamenti di antiche sepolture in generale.

Soprattutto in Italia avviene che basta che venga ritrovata una tomba con tre o quattro vasi di bronzo e magari un anello ed una collanina d'oro, che subito si urli a gran voce che è stata scoperta la sepoltura di un principe o di una principessa. La cosa è assolutamente ridicola e ridicoli sono gli archeologi che si abbassano a simili sotterfugi per cercare di acquisire una fama non meritata, come pure ridicoli sono i giornalisti che si prestano a dare lustro sui loro giornali a queste false "eclatanti" scoperte per ottenere un articolo che attiri i lettori.

L'oro, e l'argento erano metalli piuttosto comuni nell'antichità e solo se ritrovati in grande quantità e lavorati ad alto livello artistico possono far pensare a corredi principeschi.

Senza dubbio si può parlare di "principesco" per il corredo della tomba Regolini-Galassi, ma si trattava di  ben 25 chili di oro  finemente lavorato.

Giusto per esempio: mia madre era una donna che viveva facendo pulizie negli uffici, ma quando è morta ha lasciato un orologio d'oro con cinturino del medesimo metallo, svariati anelli d'oro (7-8) con brillanti e altre pietre preziose, una collana d'oro, una collana di corallo antico dai grani enormi, per non parlare di decine di monili d'argento.

Se ella si fosse portata tutto nella tomba gli archeologi futuri avrebbero quindi avuto, ritrovandola, la certezza di aver scoperto la sepoltura di una ricchissima regina inumata per chissà quale motivo nelle campagne del ravennate?

Vogliamo smetterla di divulgare baggianate sulle scoperte di tombe di persone normali che semplicemente, come tutti, possedevano alcune cose preziose?

Quando il ritrovamento riguarda una sepoltura etrusca, sopravalutarla significa  anche dequalificare la vera dimensione economica e culturale di quel popolo, che notoriamente si serviva di vasi d'oro e beveva in coppe del medesimo metallo.

Se tutti quelli dissepolti dagli archeologi sono principi e principesse, ciò può falsamente significare solo una cosa:

che quello etrusco era un popolo di barboni.   

A.Cottignoli 15/gennaio/2017

 

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Published by Alberto Cottignoli
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Alberto Cottignoli

  • Alberto Cottignoli
  • Laureato in Filosofia (1978) e in Storia e Conservazione delle Opere d'Arte (2013) all' Università di Bologna.- Esperto di pittura vascolare attica - Esperto di numismatica. Pittore famoso in Oriente:3 personali nei musei di Taipei (Taiwan) 2 al Khia Nan Museum, 1 al Museo Nazionale di Storia
  • Laureato in Filosofia (1978) e in Storia e Conservazione delle Opere d'Arte (2013) all' Università di Bologna.- Esperto di pittura vascolare attica - Esperto di numismatica. Pittore famoso in Oriente:3 personali nei musei di Taipei (Taiwan) 2 al Khia Nan Museum, 1 al Museo Nazionale di Storia

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