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18 febbraio 2017 6 18 /02 /febbraio /2017 00:13
ANDY WORHOL: LA TRUFFA PIU' COLOSSALE DELL' "ARTE" CONTEMPORANEA
ANDY WORHOL: LA TRUFFA PIU' COLOSSALE DELL' "ARTE" CONTEMPORANEA
ANDY WORHOL: LA TRUFFA PIU' COLOSSALE DELL' "ARTE" CONTEMPORANEA
ANDY WORHOL: LA TRUFFA PIU' COLOSSALE DELL' "ARTE" CONTEMPORANEA
ANDY WORHOL: LA TRUFFA PIU' COLOSSALE DELL' "ARTE" CONTEMPORANEA
ANDY WORHOL: LA TRUFFA PIU' COLOSSALE DELL' "ARTE" CONTEMPORANEA
ANDY WORHOL

ANDY WORHOL

Che un individuo come Andy Worhol possa essere ritenuto un “artista” è veramente inconcepibile.

Come può accadere che l’ideatore della più colossale truffa che abbia coinvolto il mondo dell’arte non solo contemporanea ma di tutti i tempi, venga tuttora osannato non solo come “artista” ma come uno dei massimi geni del ‘900 è cosa assolutamente fuori dal mondo.

Come è possibile che questo personaggio, assolutamente incapace di tenere una matita in mano, ma solo di trasformare delle foto orrende in prodotti ancora più orrendi attraverso l’applicazione casuale di colori primari, sia riuscito a spacciare queste cose oscene per arte e a venderle a suon centinaia di migliaia di dollari?

Come si è potuto credere che ogni serigrafia fosse un’opera unica perché ogni volta che si produceva una stampa si tappava, nella tela serigrafica, qualche buco attraverso cui passava il colore?

Allora tutte le litografie e le acqueforti di ogni epoca sono opere uniche perché, se ben osservate, i bordi delle linee sono sempre diversamente sbavati!

A quale oscena scemenza ha creduto la gente? E quali osceni personaggi hanno potuto inserire queste ciofeche sul mercato spacciandole per capolavori ben sapendo invece di operare una truffa colossale nei confronti del genere umano?

Tutto si può spiegare in un solo modo:

la stragrande maggioranza dei componenti la razza umana è di una stupidità che non conosce confini, capace di credere a qualunque sciocchezza gli venga proposta da un pulpito propagandato come “importante” dai media.

I prodotti di Warhol hanno però un’utilità innegabile: CI PERMETTONO DI RICONOSCERE I CRETINI SENZA NEMMENO AVER BISOGNO DI PARLARE CON LORO.

BASTA SAPERE CHE UNA PERSONA POSSIEDE UNA SUA OPERA O DICA CHE I PRODOTTI SUOI SONO “ARTISTICI” E NOI POSSIAMO AVERE LA CERTEZZA DI TROVARCI DI FRONTE AD UN CRETINO.

Quanto lontano voli la cretinaggine è inimmaginabile, pensate che anche Gianni Agnelli si fece fare un “ritratto” dal Worhol, cosa che conferma le dimensioni del cervello di colui che, col demeziale orologio sul polsino, ha contribuito in prima persona a far fallire il nostro Paese attraverso lo sfruttamento delle casse integrazioni da parte della sua fallimentare “fabbrica” di sgangherati aggregati di lamiere e bulloni che lui aveva il coraggio di chiamare automobili.

Alla base di tutto sta il fatto che la Factory di Warhol era in grado di fornire a prezzi modici ai mercanti migliaia e migliaia di “opere”, in quanto prodotte serialmente.

Per esempio, essendo un’attività serigrafica meccanizzata capace di produrre anche migliaia di opere al giorno, basterà cederle ad esempio a 10 dollari l’una per incassare anche 20-30 mila dollari al giorno. Chiaramente i mercanti non pagavano all’inizio più di 2 o 3 dollari a pezzo ma ciò faceva in ogni caso guadagnare somme enormi a Warhol ed anche ai mercanti, che si trovavano a disposizione per 2-3 dollari opere che poi riuscivano a vendere a non meno di 200-300 dollari l’una.

Tutto ciò naturalmente, solo nei primi tempi, perché successivamente, all’inizio degli anni ’70, una serigrafia tirata in ben 100 pezzi veniva venduta anche a un miliardo di lire.

Quando poi i cretini che le avevano comprate a tali astronomiche cifre tornavano alle gallerie per rivenderli, quelle tiravano immediatamente giù le saracinesche e si trasferivano sotto altro nome in altra sede.

Questo in ogni caso avvenne anche per gli altri “artisti” demenziali che tra il 1950 e il 1970 furono “pompati” artificialmente in modo indecente, tant’è che quasi il 90 per cento delle gallerie occidentali che avevano truffato i loro clienti, garantendo loro enormi guadagni, chiuse bottega.

Quantità industriali di risparmi vennero allora distrutti e lo stesso collezionismo scomparve quasi completamente per risorgere poi vent’anni dopo con la successiva generazione, ignara di quanto accaduto prima.

I nuovi collezionisti, che in questi ultimi 20 anni hanno di nuovo dilapidato in ciofeche i loro risparmi.

 

A.Cottignoli 17 febberaio 2017

 

 

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Published by Alberto Cottignoli
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Alberto Cottignoli

  • Alberto Cottignoli
  • Laureato in Filosofia (1978) e in Storia e Conservazione delle Opere d'Arte (2013) all' Università di Bologna.- Esperto di pittura vascolare attica - Esperto di numismatica. Pittore famoso in Oriente:3 personali nei musei di Taipei (Taiwan) 2 al Khia Nan Museum, 1 al Museo Nazionale di Storia
  • Laureato in Filosofia (1978) e in Storia e Conservazione delle Opere d'Arte (2013) all' Università di Bologna.- Esperto di pittura vascolare attica - Esperto di numismatica. Pittore famoso in Oriente:3 personali nei musei di Taipei (Taiwan) 2 al Khia Nan Museum, 1 al Museo Nazionale di Storia

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