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8 giugno 2011 3 08 /06 /giugno /2011 14:34

 

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"FOTOGRAFIA E FALSIFICAZIONE" , pubblicazione relativa al convegno tenutosi presso il Dipartimento di Studi storici dell’ Università di San Marino volto a contestare l’autenticità del “Papiro di Artemidoro”.

Si riporta il capitolo relativo al contributo del dott. Alberto Cottignoli (pag.70-76, 121-124) 

 

Copia di img623

 

Il “papiro di Artemidoro”, il più importante rinvenuto nel secolo scorso, è un’imponente opera su papiro ipoteticamente del I sec.d.C. e attribuita allo scrittore, geografo Artemidoro, originario di Efeso, in Ionia. Oltre a scritti di carattere geografico, sono visibili sul papiro numerosi disegni.

Bene, la pubblicazione della Scuola Superiore di Studi Storici riporta i risultati di un convegno (San Marino, 5-6 novembre 2010), a cui parteciparono eminenti scienziati convinti della falsità del papiro sopraccitato, coordinati dal dott. Luciano Canfora (docente presso l’Università di Bari) da sempre sostenitore di tale falsità. Un capitolo di tale pubblicazione è dedicato al dott. Alberto Cottignoli che ha contribuito a sostenere la falsità del papiro attraverso un’ acuta analisi dei disegni presenti sullo stesso. Si precisa che il papiro in questione si presenta, anche nelle parti più integre, interamente cosparso di innumerevoli mancanze di varie dimensioni.

Bene, il Cottignoli sostiene che disegni sarebbero stati eseguiti sul papiro quando questo era già frantumato, cosa che ne proverebbe, ovviamente, la falsità. Il falsario sarebbe caduto, dice il Cottignoli, nei tipici errori che caratterizzano i disegni eseguiti su supporti frammentari.

Basta infatti osservare il volto,di cui a fig. 1, che viene sempre utilizzato addirittura per pubblicizzare il papiro di Artemidoro (gli fu dedicata anche una copertina della rivista “Archeo”) per notare la strana compressione dei lineamenti in senso verticale, Tali lineamenti individuano un rettangolo, coi lati orizzontali molto lunghi (fig.1), mentre anatomia vuole che i lineamenti individuino quasi un quadrato (si veda i due volti riportati dall’ “Enciclopedie” del Diderot-D’Alambert (fig. 4 ).

 

 

Perché nel volto del papiro i lineamenti risultano assemblati in questo strano modo non corrispondente alla realtà anatomica? Visto, tra l’altro, che proprio di studi anatomici si tratta e, che si è affermato essere, questi disegni, addirittura copie di statue greche, storico simbolo di perfezione anatomica inimitabile?

Ciò accade perché il falsario aveva l’esigenza di far rientrare tutti i lineamenti del volto all’interno di uno spazio ristretto superiormente  ed inferiormente (vedi i bordi A e B in fig. 1 ).

 

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Egli ha infatti operato sul frammento di papiro autentico che noi vediamo e non sulla superficie integra dello stesso. Chi di disegno è pratico sa infatti benissimo che dover disegnare tra i quattro bordi del foglio che limitano lo spazio disponibile, fa si che si subisca la compressione psicologica delle linee stesse e si tenda a rimpicciolire e comprimere quanto si deve disegnare per essere sicuri di non uscire dai limiti predisposti.  Normalmente, come già detto, si ha un generale rimpicciolimento di quanto si deve disegnare, ma in questo caso, riguardando i limiti solo la parte “alto-basso” e non la parte destra del papiro che era ampiamente intera e libera non si è prodotto un rimpicciolimento completo ma solo un restringimento dei rapporti alto basso.

Questo non ha impedito al falsario di incorrere poi in un errore contrario, tipico di quando si vogliono strutturare delle figure non intere ma visibili solo parzialmente.

Cosa hanno sempre insegnato i maestri di pittura ai loro allievi (fin dal VI-VII sec a.C.) nel caso in cui avessero dovuto dipingere un corpo o un volto non visibili interamente ma nascosti in parte da qualcosa di interposto?

Li hanno sempre obbligati a dipingere tale corpo o volto per intero per poi eliminare la parte non visibile. Perché? Perché tentare di disegnare indipendentemente le sole parti del corpo visibili induce sempre, e dico sempre, ad errori anatomici colossali e spesso ridicoli.

Bene, disegnare su un frammento di supporto cartaceo una figura incompleta, presenta gli stessi identici problemi: è come se una parte del corpo o del volto fosse nascosta e il nostro falsario ha commesso proprio questo errore, dimostrando tra l’altro di essere un volgare copista e non certo un artista: non ha disegnato il volto per intero (utilizzando un foglio posto sotto al frammento di papiro) come prassi storico-artistica richiede, ma ha semplicemente disegnato sul frammento di papiro una parte di volto, incappando così non solo nel primo madornale errore di compressione del rettangolo individuato dai lineamenti ma in altri due errori colossali tipici del disegno anatomico frammentario.

E’ tipico infatti del disegno di un oggetto parzialmente nascosto estendere in maniera errata questo oggetto man mano che si allontana dalla parte nascosta. Può accadere, sia di disegnare la parte anatomica visibile troppo stretta sia troppo larga e proprio quest’ultima cosa vediamo accadere nel volto in oggetto.

Guardate infatti a che distanza assurda il “disegnatore” ha posto l’orecchio del personaggio (fig. 1, partic. C), e così pure la linea del collo che dovrebbe essere enormemente più a sinistra (partic. D ). La barba stessa, tra l’occhio e l’orecchio, si estende su un enorme ed insensata superficie. Possiamo praticamente individuare una linea trasversale ideale al di là della quale (verso destra) il falsario, sentitosi libero dai limiti esigui del frammento e privo di una struttura unitaria a cui fare riferimento si è tranquillamente ed abnormemente esteso verso destra.

Riassumendo, il primo indizio della falsità del papiro ci è data dalla compressione dei lineamenti, chiaramente dovuta ai limiti orizzontali tra i quali il falsario doveva inserirli e la seconda dall’estensione sconsiderata, completamente errata e ridicola, con cui ha poi portato avanti il disegno lateralmente, non avendo, come già detto, alcuna struttura unitaria a cui fare riferimento.

 

Questo è quanto, per ciò che riguarda addirittura il volto che pubblicizza il papiro in tutto il globo, ma ulteriori prove ci danno anche gli altri disegni, sorvolando sulla loro qualità artistica assolutamente scadente:

 

2) partiamo dalla mano in fig.2, partic.A.

 

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Si ripete in questo caso l’errore che abbiamo visto sopra, infatti il falsario, dopo aver disegnato le dita maggiori ridicolmente contenute al di sopra della frattura sottostante del papiro, una volta che si sia poi dedicato al disegno del pollice non ha saputo trattenersi dall’estendere il pollice nella parte integra del papiro in maniera abnorme producendo un pollice di esagerata ed insensata grandezza.

La mano risulta così ridicolmente sproporzionata.

 

3) il ridicolo si accentua nella mano in fig.2, partic.B, ove il pollice è stato eretto in una posizione assolutamente innaturale e sciocca per evitare la frattura attigua del papiro mentre le altre dita svicolano anch’esse la frattura e l’anulare e il mignolo vengono fatti piegare verso il basso per poter spostare verso il basso il più possibile, anche indice e medio. Assolutamente insensata è poi l’ esagerata uscita del medio verso destra: il falsario non ha saputo resistere alla possibilità di sfruttare la zona di papiro integro che improvvisamente si ripresentava dopo l’interruzione soprastante.

Se si volesse fare dello spirito si potrebbe dire trattarsi della mano del “Falsario del Bronx” che si autodenuncia suggerendoci “Ok, il falso è giusto!”.

 

4) stessa cosa notiamo poi anche per la mano in fig.2, partic.C dove tutte le dita sono inclinate verso il basso per far si che l’unico dito interessato dalla frattura del papiro sia l’indice.

 

5) di nuovo osserviamo come la mano in fig.2, partic.D abbia tutte le dita disegnate in modo da evitare le fratture circostanti del papiro, soprattutto il medio, a cui è stata aumentata la piegatura per evitare una frattura più vicina.

 

6) assolutamente ridicola è poi la testa di fig.3, partic.E.

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Qui il falsario, una volta disegnato il profilo (ridicolmente compreso con esattezza tra le fratture superiori ed inferiori) ed accintosi a disegnare la mandibola, impressionato dall’enorme frattura retrostante, spostò tale mandibola in avanti (a destra) oltre misura, per essere sicuro di avere spazio sufficiente per la nuca, dopodichè, resosi conto che non aveva più problemi di spazio, dilatò la nuca stessa oltremisura all’indietro (è lo stesso errore che abbiamo visto già due volte, soprattutto nel primo caso preso in analisi, il viso barbuto super pubblicizzato) ottenendo un volto esageratamente stretto ed una nuca esageratamente larga. L’errore prosegue anche verso l’alto dove il falsario, per sfruttare lo spazio integro superiore produce una capigliatura esageratamente sviluppata verso l’alto. Faccio notare che il volto che vediamo di fronte a questo ha invece (non avendo problemi di spazio in cui estendersi), caratteristiche diametralmente opposte: il volto è molto largo e la parte superiore della testa è enormemente più bassa.

 

7) anche il piede disegnato sopra la testa sopraccitata si presenta esageratamente corto rispetto al suo spessore, con dita sproporzionatamente lunghe rispetto alla massa globale, cosa anch’essa determinata dalla necessità di essere inserito tra le fratture di sinistra e le mancanze di destra.

 

Tutto ciò è più che sufficiente a confermare che il papiro fu disegnato quando già era in frantumi.

Trattasi quindi inequivocabilmente di falso.

 

Se si volesse aumentare il livello di certezza sarebbe utile esaminare il documento dal vero in quanto sicuramente si dovrebbero trovare tracce di inchiostro sullo spessore del papiro, là dove le linee finiscono su di una frattura. Se il falsario era molto in gamba potrebbe aver provveduto a sfrangiare ulteriormente il papiro dove tali linee tendono a debordare ma non crediamo possa essere riuscito a mascherare tutto in modo perfetto Nel caso il falsario fosse stato estremamente attento a non debordare e successivamente a sfilacciare il papiro sarebbe sufficiente appurare un indebolimento della pressione sul pennello nei pressi delle fratture.

E’ infatti assolutamente necessario alleggerire la mano sul pennello prima di interrompere la linea, anzi questo avviene in maniera automatica se la linea deve arrivare, sempre visibile, fino all’orlo della frattura.     

 

Dott. Alberto Cottignoli

 

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Published by alberto cottignoli - in ARCHEOLOGIA
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Alberto Cottignoli

  • Alberto Cottignoli
  • Laureato in Filosofia (1978) e in Storia e Conservazione delle Opere d'Arte (2013) all' Università di Bologna.- Esperto di pittura vascolare attica - Esperto di numismatica. Pittore famoso in Oriente:3 personali nei musei di Taipei (Taiwan) 2 al Khia Nan Museum, 1 al Museo Nazionale di Storia
  • Laureato in Filosofia (1978) e in Storia e Conservazione delle Opere d'Arte (2013) all' Università di Bologna.- Esperto di pittura vascolare attica - Esperto di numismatica. Pittore famoso in Oriente:3 personali nei musei di Taipei (Taiwan) 2 al Khia Nan Museum, 1 al Museo Nazionale di Storia

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