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17 dicembre 2010 5 17 /12 /dicembre /2010 13:38

Quello che è accaduto alla borsa in questi mesi sta per accadere anche al mercato dell’arte contemporanea, non tanto per il fatto che il bisogno di contanti non potrà se non dar luogo al ritorno in massa sul mercato delle “opere d’arte” acquistate per solo investimento, quanto perché, come quello borsistico, il mercato dell’arte è stato mortalmente gonfiato attraverso svariati delinquenziali meccanismi. Non si tratterà di una novità, già negli anni 70-80 un eguale procedimento portò alla chiusura dell’ottanta per cento delle gallerie d’arte ma, si sa, le truffe si ripetono ciclicamente sfruttando le nuove generazioni ignare del passato.

Ma prima di passare a spiegare cosa sta per succedere su questo particolare mercato, è necessario puntualizzare quello che avviene sui mercati finanziari internazionali tradizionali.

 

 

Il vero problema delle banche non sono i finanziamenti che esse hanno fatto ai loro clienti erogando cifre spesso molto superiori al valore degli immobili che dovevano garantirle.

Tutto questo non rappresenta infatti che il mascheramento temporaneo della punta di un iceberg colossale che deve ancora rivelarsi; come mai nessuno infatti si è chiesto “perché le banche hanno fatto finanziamenti con quantità di denaro superiori ai valori degli immobili?”

eppure la risposta è semplicissima:

perché esse hanno finanziato NON con denaro, ma semplicemente con NUMERI!

Il vero motivo non confessato infatti della crisi economica senza precedenti (altro che 1929!) che sta per caderci addosso è determinato dal fatto che, da quando l’utilizzo del contante per i medi e grandi capitali circolanti è stato praticamente annullato e sostituito da assegni e carte di credito (cioè con pezzi di carta che nulla hanno a che fare con le banconote), le banche mondiali, già da decenni globalizzate a nostra insaputa, si sono accordate per non esigere mai l’una dall’altra i contanti dovuti  attraverso la circolazione di assegni e carte di credito (salvo casi limitati e concordati), ma di fare in modo di trasformare il tutto in trasferimento tra loro di cifre nominali espresse attraverso il semplice valore numerico.

In poche parole, le banche trattano da decenni

non denaro, ma semplicemente numeri.

Fin qui nulla da eccepire, sta di fatto però che, essendosi il denaro trasformato solo in informazioni numeriche transitanti tra le banche stesse

nulla impediva più alle banche di PRESTARE DENARO CHE NON POSSEDEVANO, tanto erano sicure che nessuno avrebbe chiesto loro di rispondere per contanti alle cifre numeriche emesse.

Le banche quindi, nei decenni trascorsi (davanti a tutte, in ordine di tempo, quelle americane ed è per questo che primamente in quel paese la crisi è scoppiata)

HANNO PRESTANO E TUTTORA PRESTANO, DENARO CHE NON POSSIEDONO!

E QUESTO IN QUANTITA’ MOSTRUOSE, ORAMAI QUASI IMPOSSIBILI DA QUANTIFICARE!

Altro che problema dei mutui! Le grandi banche hanno prestato tutte delle quantità di denaro DECINE DI VOLTE SUPERIORI AI CAPITALI IN LORO POSSESSO!

Non gli è sembrato vero ai banchieri! Finalmente avevano visto realizzarsi il sogno che da millenni tormentava le notti dei loro storici predecessori:

poter prestare tutto il denaro che volevano senza averlo MA POTENDONE EGUALMENTE ESIGERE GLI INTERESSI!

ESIGERE INTERESSI ALL’INFINITO SU QUANTITA’ INFINITE DI DENARO INVECE NON ESISTENTI!

Allucinante ciò a cui può portare il “progresso” incontrollato!

La situazione era diventata, ai giorni nostri , così assurda e gratificante che ad ogni angolo di strada nascevano istituti parabacari di credito (prestanome di banche ufficiali) che prestavano qualsiasi cifra a chicchessia, vuoi anche delinquente incallito, truffatore o assassino, tanto l’importante non era il recupero della cifra prestata (erano solo numeri) quanto gli interessi da incassare!

Altro che “problema dei mutui”!

A tutto questo si è accompagnato il gonfiaggio a dismisura delle borse di tutti i paesi industrializzati, sempre guidati dalle banche stesse, il che

 permetteva di evitare il ritiro DEI CONTANTI dei capitali privati da questo campo (non si liquidano azioni che continuano a rendere bene), ritiro che avrebbe obbligato le banche a restituire contanti che oramai non possedevano e non avevano alcuna possibilità di restituire perché mostruosamente indebitate attraverso prestiti galattici non immediatamente esigibili.

Dulcis in fundo, la perenne crescita dei valori sul mercato azionario permetteva agli operatori bancari di ottenere grossi guadagni per gli istituti di credito stessi, guadagni che permettevano di saturare le poche richieste di liquido dei clienti.

Rimane da risolvere solamente un problema di enorme importanza:

Perché lo stato, attraverso i propri istituti (la Banca d’Italia da noi), non ha provveduto a controllare che le aziende non venissero quotate valori altissimi, mortalmente superiori al loro effettivo valore di mercato? Perché non ha controllato i bilanci falsificati con cui le aziende si ripresentavano a quotarsi ogni anno? Perché non ha controllato

I BILANCI DELLE BANCHE CHE SI INDEBITAVANO IN MANIERA SCONSIDERATA?

Semplicissimo:

PERCHE’ LO STATO E’ IL MASSIMO DEBITORE DELLE BANCHE STESSE!

Gli enormi debiti pubblici degli Stati (assolutamente insolvibili da qui all’eternità) nei confronti delle banche hanno fatto si che queste ultime potessero

RICATTARE LO STATO STESSO.

Come hanno potuto ricattare lo Stato?

Di nuovo semplicissimo:

perché fu proprio lo Stato a ridurre per primo sull’orlo del fallimento le banche essendo

IL LORO PRIMO ED ENORME DEBITORE INSOLVENTE

(da molti anni infatti gli istituti di credito non fanno che assorbirsi l’un l’altro, operazioni che servono semplicemente a mascherarne i singoli fallimenti),

MA SE LE BANCHE, A CUI LO STATO DEVE DEL DENARO, FALLISCONO, FALLISCE LO STATO STESSO (vedi Islanda) IN QUANTO VIENE IMMEDIATAMENTE TIRATO IN BALLO NEL PROCESSO DI FALLIMENTO COME CREDITORE NON IN GRADO DI SALDARE IL SUO DEBITO!

Ecco perché gli organismi di controllo centrali (statali) sono stati costretti a chiudere gli occhi su qualsiasi irregolarità commessa dalle banche che cercavano di rimanere in piedi:

SALVARE LE BANCHE EQUIVALEVA A SALVARE LO STATO.

Così si è permesso loro di gonfiare il mercato azionistico senza controllare i bilanci delle aziende e si è permesso loro di indebitarsi all’infinito con prestiti di numeri infinitamente superiori ai loro effettivi capitali. Tutto questo perché potessero sopravvivere e, con loro, potesse sopravvivere lo stato stesso.

La tragedia è che tutto questo è avvenuto nella piena coscienza del fatto che non si trattava

DI UN VERO RIMEDIO, NE’ PER LE BANCHE NE’ PER LO STATO, SI  STAVA SOLO RINVIANDO LA CATASTROFE, COL RISULTATO CHE LA CATASTROFE VENIVA INGRANDITA SEMPRE PIU’.

Perché allora, lo stato ha delinquenzialmente accettato di ingigantire la catastrofe a dismisura a danno dei cittadini, invece di denunciare il fatto e fallire molto tempo prima con effetti infinitamente meno disastrosi?

Di nuovo semplicissimo:

di ciò dobbiamo ringraziare le moderne democrazie, tutto è avvenuto infatti per cercare disperatamente di non far crollare il sistema politico che necessariamente sarebbe crollato attraverso il fallimento dello stato, cosa di cui la classe politica sarebbe stata ritenuta responsabile.

Cosi’ per decenni si e’ andati avanti ad aumentare sconsideratamente il disastro SEMPLICEMENTE PERCHE’ UNA CLASSE DI PERSONAGGI POLITICI CONTINUASSE A ESERCITARE CARICHE E POTERI MOSTRUOSAMENTE REMUNERATIVI.

In poche parole, tutto è proseguito moltiplicando i danni all’infinito, perché c’era chi traeva enormi profitti da tutto questo e

CIOE’ UNA CLASSE POLITICA IL CUI LIVELLO DI CORRUZIONE E’ E RESTERA INIMMAGINABILE E CHE FA ORAMAI TUTT’UNO CON LE BANCHE E LE LORO GESTIONI DELINQUENZIALI.

Manca adesso di definire quando tutto ciò ebbe origine e le motivazioni che portarono al primo mostruoso indebitamento delle stato da cui le tragedie presenti prendono inizio:

tutto si produsse negli anni sessanta-settanta, quando lo stato (la DC, allora) al fine di non cedere il passo al comunismo, utilizzò il denaro statale per ottenere voti (esattamente come fanno mafia e camorra) attraverso, vuoi regalie dirette, vuoi casse integrazioni a dilatazione infinita, prepensionamenti miliardari insensati, aumenti di stipendi spropositati, cassa del mezzogiorno, etc.

Tutto questo venne moltiplicato all’infinito per colpa del PC, che continuava a sobillare i cittadini perché facessero allo Stato, attraverso scioperi distruttivi, richieste indecenti ed irrealizzabili se non attraverso, appunto, il fallimento dello Stato stesso.

Si arrivò così, non solo a un indebitamento ufficiale dello Stato completamente insanabile (più di tre milioni di miliardi di lire), ma si proseguì, in maniera infamemente dissimulata, prima dissanguando le casse dell’ INPS, poi indebitando l’istituto medesimo per una cifra addirittura superiore al debito pubblico, quattro milioni di miliardi di lire.

E’ da questo debito colossale che traggono origine tutti i problemi di oggi e che causeranno il fallimento non solo dell’Italia ma dell’Europa intera ed

I COLPEVOLI SONO QUINDI DA RINTRACCIARSI NEI GESTORI POLITICI DI ALLORA.

E’ passato troppo tempo, direte voi,

NO, E’ IN QUESTO ASSURDO LA NOSTRA FORTUNA, SE COSI’ SI PUO’ CHIAMARE:

I COLPEVOLI SONO ANCORA TUTTI LI’, NON HANNO RESISTITO ALLA POSSIBILITA’DI DERUBARCI PER TUTTI QUESTI DECENNI.

SONO QUASI TUTTI GLI STESSI DI ALLORA.

Su come tutto ciò significhi che è fallita l’idea stessa di democrazia, mi dilungherò in altra occasione.  

 Solo una cosa mi preme puntualizzare:

queste operazioni truffaldine non sono sfuggite ad un Islam pronto ad approfittare delle nostre debolezze, sia il petrolio che la mano d’opera orientale non hanno mai accettato trasferimenti di numeri, pretendevano i SALDI IN CONTANTI, cosicché quantità enormi di dollari, di yen e di euro (moneta vera) si sono accatastate nelle casse di quei paesi, soprattutto in quelli petroliferi, segretamente (ma non tanto) legati al fondamentalismo islamico.

La situazione mondiale si presenta adesso così:

GLI STATI INDUSTRIALIZZATI QUASI COMPLETAMENTE PRIVATI DEI LORO CAPITALI (IL DENARO E’ NELLE CASSE DEI PAESI CHE HO DETTO) E L’ISLAM IN POSSESSO VIRTUALE DEI CAPITALI STESSI.

Attenzione, ricordiamoci che non abbiamo a che fare con gente democratica, sensibile ai bisogni degli altri, che utilizza il proprio denaro per fare beneficenza e tantomeno con cristiani che ad una schiaffo porgono l’altra guancia.

Ricordiamoci che lo sport nazionale proclamato dal Corano è il “massacro indiscriminato degli infedeli” (per chi non lo sapesse, per loro gli infedeli siamo noi).

Non ultimo, abbiamo a che fare con popoli che tra poco vedranno esaurirsi i loro introiti con la fine del petrolio e soggetti ad una desertificazione progressiva rapidissima che renderà a breve invivibili i loro territori!

Attenzione, fare i “democratici” può andar bene quando si è tutti democratici (e non è detto lo stesso)ma, “ESSERE DEMOCRATICI” CON CHI NON LO E’, SIGNIFICA SEMPLICEMENTE “ESSERE DEI FESSI”.

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Published by alberto cottignoli
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Alberto Cottignoli

  • Alberto Cottignoli
  • Laureato in Filosofia (1978) e in Storia e Conservazione delle Opere d'Arte (2013) all' Università di Bologna.- Esperto di pittura vascolare attica - Esperto di numismatica. Pittore famoso in Oriente:3 personali nei musei di Taipei (Taiwan) 2 al Khia Nan Museum, 1 al Museo Nazionale di Storia
  • Laureato in Filosofia (1978) e in Storia e Conservazione delle Opere d'Arte (2013) all' Università di Bologna.- Esperto di pittura vascolare attica - Esperto di numismatica. Pittore famoso in Oriente:3 personali nei musei di Taipei (Taiwan) 2 al Khia Nan Museum, 1 al Museo Nazionale di Storia

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