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26 febbraio 2017 7 26 /02 /febbraio /2017 00:05
"cIELO STELLATO SUL RODANO". VAN GOGH

"cIELO STELLATO SUL RODANO". VAN GOGH

Su cosa poggiano i piedi dei due personaggi? Non è certo così facile comprenderlo, per cui la critica ha preferito fare finta di niente e non parlarne neppure.

Capisco se il quadro fosse di Teomondo Scrofalo o di Pinco Palloncione (non cercateli su Wikipedia, non esistono), ma qui si tratta di uno dei dipinti più famosi del mondo!!! Come si può ignorare l’argomento?

Bene, che il colore della superficie su cui poggiano i due personaggi sia molto simile a quello dell’acqua soprastante è evidente, ma notiamo come, sulla destra, l’ “incognita” superficie si fonda in modo inquietante con l’acqua del fiume e come sulla sinistra diverse pennellate proseguano dalla superficie “incognita” all’acqua, pennellate che ci danno la certezza che i I DUE PERSONAGGI POGGIANO APPUNTO SULL’ACQUA.

Un’acqua diversa, venata di un azzurro più chiaro, quasi in memoria di un cielo diurno, e con un moto trasversalmente incidente su quello orizzontale che interessa la parte più lontana del fiume. Si, qui l’acqua par muoversi verso il bordo sinistro del quadro, e non solo, essa pare alzarsi e impennarsi in due surreali onde chiare prodotte dall’impatto con le imbarcazioni.

E non può essere che così, perché le “onde” sopravanzano di molto in altezza le barche e paiono sul punto di sommergerle.

Di sicuro di acqua in movimento verso sinistra si tratta, ed è da questa precaria condizione che i due personaggi guardano spauriti verso di noi.

E’ evidente che Vincent ha voluto rendere, con questa collocazione surreale dei protagonisti, sia la precarietà del rapporto tra due innamorati, sia la precarietà stessa della delicata superficie della vita, che può in ogni momento cedere sotto di noi e sprofondarci nel nulla.

Conducono, alla riva opposta del fiume, i riflessi delle lampade a gas della cittadina, viatico marino solo illusoriamente gravido di luce. Si fondono però, i meccanici bagliori, a quelli che sopra di loro risplendono e paiono quindi, le luminose strisce sull’acqua, altrettante strade che conducano anche in cielo, là dove di luce vera brillano, assieme ai sogni nostri, le stelle.

Ma le onde sembrano minacciare gli unici mezzi che possono permettere ai due amanti di solcare le finte strade che verso il cielo conducono.

Onde e barche non fanno in fondo che riproporre il motivo inquietante del ponte di Langlois (vedi l’altro mio articolo sul quadro omonimo): là il ponte levatoio di legno che ad ogni momento può sollevarsi e le acque impedire agli amanti di proseguire , qui le barche che, se venissero sommerse dalle onde, di nuovo ritroveremmo le acque ad impedire agli amanti di proseguire verso le luci.

Ma cosa si staglia in cielo, proprio sopra le loro teste?

Mio Dio, il Gran Carro!

Le stelle non sono allora l’ultima meta? Addirittura al di là di sé stesso si riproietta dunque magicamente il sogno, a comporsi nel carro celeste, divino luminoso mezzo col quale intraprendere un ulteriore viaggio?

Ancora più lontano dunque? Chi mai prima immaginò una meta talmente felice da far delle stelle solamente il mezzo per poterla raggiungere?

A.Cottignoli  26 febbraio 2017

 

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Sette miei quadri che ripropongono in chiave diversa la conquista delle stelle

VAN GOGH "CIELO STELLATO SUL RODANO": CIO' CHE NESSUNO HA VISTO.
VAN GOGH "CIELO STELLATO SUL RODANO": CIO' CHE NESSUNO HA VISTO.
VAN GOGH "CIELO STELLATO SUL RODANO": CIO' CHE NESSUNO HA VISTO.
VAN GOGH "CIELO STELLATO SUL RODANO": CIO' CHE NESSUNO HA VISTO.
VAN GOGH "CIELO STELLATO SUL RODANO": CIO' CHE NESSUNO HA VISTO.
VAN GOGH "CIELO STELLATO SUL RODANO": CIO' CHE NESSUNO HA VISTO.
VAN GOGH "CIELO STELLATO SUL RODANO": CIO' CHE NESSUNO HA VISTO.

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Published by Alberto Cottignoli
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commenti

Valentina 03/09/2017 14:04

MAestro se il carroproseguisse la sua seppur lentissimamente corsa,raggiungerebbe il passaggio oscuro che è proprio lì davanti, un varco più scuro anzi nero con pennellate verticali , che conduce sicuramente nell'aldilà dove però si intravedono altre stelle che rassicurano un po' poiché è dell'ignoto che abbiamo paura.....ma per uno dei 2 anziani ( cipressi) il viaggio è terminato, i suoi piedi sono fermi alla stessa altezza, non cammina e per di più un piede è già girato nella direzione che l'acqua disegna è il ponte per la sua imbarcazione è pronto è al centro del quadro è illuminato da dal gran carro che lo attende per proseguire il viaggio. Ma lei non è pronta a lasciarlo andare....ma quello è un viaggio solitario ognuno sulla sua barca.....e dopo una vita passata insieme lei non è pronta guarda verso il mondo terreno, mentre lui guarda lei è dolcemente la saluta....

cottignoli 03/12/2017 01:03

Mi complimento per la sua capacità di "sentire", non comune oramai in questo mondo, fortunata capacità che caratterizza di solito solo il gentil sesso.
Mi ha poi fatto notare alcune cose estremamente interessanti anche se io interpreto il quadro in modo meno pessimistico. Le due onde sono, come loro e come i cipressi, una più piccola e una più grande e somigliano in modo inquietante ai cumuli di terra che vengono lasciati sulle sepolture in previsione del successivo compattamento della terra smossa sottostante. Accidenti, e non posso nemmeno berci sopra, gastrite maledetta acerrima nemica del mio buon umore!
Spero che il suo commento non derivi da situazioni strettamente personali.
Grazie, comunque

Alberto Cottignoli

  • Alberto Cottignoli
  • Laureato in Filosofia (1978) e in Storia e Conservazione delle Opere d'Arte (2013) all' Università di Bologna.- Esperto di pittura vascolare attica - Esperto di numismatica. Pittore famoso in Oriente:3 personali nei musei di Taipei (Taiwan) 2 al Khia Nan Museum, 1 al Museo Nazionale di Storia
  • Laureato in Filosofia (1978) e in Storia e Conservazione delle Opere d'Arte (2013) all' Università di Bologna.- Esperto di pittura vascolare attica - Esperto di numismatica. Pittore famoso in Oriente:3 personali nei musei di Taipei (Taiwan) 2 al Khia Nan Museum, 1 al Museo Nazionale di Storia

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